Finalità

Obiettivi educativi
  • Sostenere affettivamente e materialmente il percorso di crescita dell’identità personale dei bambini;
  • Valorizzare le potenzialità di ciascun bambino;
  • Favorire l’acquisizione di elementi di sempre maggiore autonomia;
  • Favorire l’ampliamento delle possibilità relazionali dei minori;
  • Agevolare l’interazione attiva con il contesto del territorio.

La definizione di percorsi educativi individualizzati (PEI) permette l’articolazione di interventi mirati alle specifiche esigenze dei bambini, in equilibrio con la realtà della vita comunitaria e la rete dei servizi esistente. Le dimissioni avvengono sulla base di due principali modalità:

a) ad ultimazione del Progetto Educativo Individuale previsto;

b) in base ad una decisione assunta di concerto tra Servizi, équipe della Comunità a seguito di eventi o situazioni nuove.

Di principio, non vengono dimessi bambini senza che sia stata garantita una nuova situazione di accoglienza per il minore (adozione, affido ecc…)

Finalità educativo-formative

Le comunità sono caratterizzate da una forte intenzionalità educativa ed attente ad evitare ogni forma di istituzionalizzazione. Essa si colloca nell’ambito delle risposte sostitutive alla famiglia con il carattere della temporaneità finalizzata a soddisfare adeguatamente il minore rispetto ai suoi bisogni di identificazione, di costruzione dell’individualità, di relazione, di appartenenza, di autonomia, di riservatezza. Pertanto la comunità, si prefigge di:

  • Ricreare per il minore, per quel che è materialmente e psicologicamente possibile, un ambiente di vita idoneo a favorire lo sviluppo integrale della persona;
  • Assicurare a ciascun soggetto, stimolazioni ed esperienze capaci di favorire la scoperta o la riscoperta di affetto, fiducia e sicurezza;
  • Creare le condizioni per le pari opportunità nello sviluppo, ricreando, misure e strategie atte ad eliminare o quanto meno ridurre ogni forma di svantaggio manifestata;
  • Curare, con i servizi sociali, il rapporto con le famiglie d’origine dei minori per consentirne l’eventuale rientro.

Altro aspetto che riteniamo importante riguarda il rapporto con il Tribunale per i Minorenni rispetto alle modalità di affidamento preadottivo. Esse, infatti, spesso non vanno incontro alle esigenze del bambino dovendo attenersi ai regolamenti legislativi a volte asettici e generalizzanti. Per esempio la transizione del bambino dalla casa-famiglia alla famiglia adottiva viene gestita secondo la sensibilità degli operatori istituzionali senza essere regolamentata da modalità che tengano in considerazione sia il vissuto separatorio del bambino dalla casa-famiglia, e i tempi elaborativi che questo comporta, sia la costituzione di un legame significativo con i futuri genitori. La prosecuzione dell’esperienza legata all’adozione di un minore vede inoltre i servizi territoriali.